mercoledì 24 marzo 2010

De rerum natura (Capitolo II) - "José Calamé"


PREMESSA

Il sottoscritto non si riterrà responsabile delle eventuali conseguenze causate agli eventuali 2-3 malcapitati che si accingeranno a leggere le prossime righe da qui in avanti. Possibili catastrofi ed eventuali suicidi di massa non saranno rimborsabili né imputabili alla mia medesima persona in nessun modo. Si rimanda ad eventuali e ripetute sedute di analisi per i disturbi conseguiti alla lettura di questo trattato. Ogni protesta pervenuta, sia essa un commento, una mail, una cartacea missiva, un piccione viaggiatore, un segnale di fumo, un messaggio telepatico, un proiettile in busta, una saetta di Zeus, varie ed eventuali, sarà cestinata immediatamente.


Martedì 23/03/2010

Ore 19.54: giungo sul luogo di lavoro della mia ragazza, ancora in stato catatonico. Mi viene intimato di smettere di fare il cretino e di togliere quell'espressione da ebete dal viso. Ma prontamente, con fare da autistico, rispondo che in quello stato ci sono davvero e balbetto qualche parola esplicativa su ciò che mi è appena successo.

Ore 19.58: parzialmente ripreso inizio a conversare con la mia ragazza su altri avvenimenti della giornata, tra i quali il resoconto di una clamorosa telefonata ricevuta la mattina.

Ore 20.00: entra una collega della mia ragazza che da questo momento chiameremo col nome di fantasia Miss S.

Ore 20.00 (e 50 secondi): dopo saluti e convenevoli inizia una discussione a 3 su argomenti di natura più o meno frivola, dalle merende pomeridiane ai grissini, dalla nutella ai prossimi matrimoni, da futuri acquisti a scollature improponibili, di doti fisiche e di sederi prorompenti, di seni naturali e di décolleté farlocchi, di Pirati dei Caraibi 4 e di mostri marini alternativi... (nel frattempo è entrata una quarta persona, un giovane che per motivi di riservatezza chiameremo Mr. L.

Ore 20.08: ormai stanco della scarsa profondità intellettuale dei precedenti discorsi decido di sventolare un po' l'invito cartaceo che continuavo a recare nella sinistra. Miss S, incuriosita, mi chiede cosa fosse. Io, brevemente, le dico di che si tratta, ma, ahimè, non riesco a non citare le peripezie che ho dovuto affrontare per ottenere quell'inutile cartaccia. Dopo aver elencato alcuni dei molteplici argomenti di cui prima, vengo fermato, con ingenua curiosità alla citazione "Santo Graal". Mi viene chiesto: "Cos'è il Santo Graal". Un po' allibito dico: "prego?". Domanda ripetuta, con invariata, infantile, cadenza. Brevemente cerco di dare una definizione, ma poco prima Mr. L spara la sua supposizione con risoluta certezza: "E' un santo, no?". Risate strozzate.

Ore 20.11: Dopo aver chiarito finalmente in termini poverissimi che cosa fosse il Graal (tralasciando ovviamente etimologie ed altre interpretazioni, per evitare ulteriori turbamenti psichici agli astanti, mia woman esclusa ovviamente...) vengo fermato con ulteriori domande che aprono un dibattito su un nuovo concetto, nuovo all'interno della serata s'intende: la Trinità. Perché e com'è possibile che Gesù e Dio siano la stessa persona (Spirito Santo ovviamente relegato al ruolo di terzo incomodo). Io cerco di uscire dall'eventuale polverone che sarebbe potuto scoppiare tentando ipotetiche spiegazioni e dico brevemente: "O ci credi o non ci credi. Nessuna spiegazione". E Miss S. (incalzante): "Sì, ma perché Gesù diceva sulla croce Padre, perché mi hai abbandonato?". Ed io: "parlava da solo, con se stesso". E lei: "Sì, ma come diceva? ...José José... Sbigottimento generale, o meglio. Sbigottimento mio e della mia metà. Mr. L guarda inespressivo. Parte la ridarola.
Inutilmente cito le testuali parole: Eloi Eloi Lama Sabachthani. Dopodiché racconto la barzelletta chiambrettiana sul più famoso José dell'attualità, il mio caro Mourinho. "Qual'è la differenza tra Mourinho e Dio? Dio non si è mai sentito Mourinho".

Ore 20.15: La discussione continua, tra risatine e sproloqui, finché Miss S, torna ingenuamente a chiedere: "Com'erano allora le parole? Calamé calamé...?" Ridarola generale e forte mista a sbigottimento e senso di inutilità. Come preso da follia fulminante inizio a correre a schiena china intorno alla stanza. Quasi una danza liberatoria, atta a liberarmi da quelle minchiate. In quel momento parte in me una strana consapevolezza: dovevo scrivere tutto. Dico che quelle appena sentite stavano senz'altro nella Top 3 delle più grandi minchiate sentite in vita mia. L'inutile Mr. L, cercando momenti di gloria, mi consiglia di scrivere un'intera enciclopedia, anziché un misero libro. Gioventù bruciata.

Ore 20.20: saluto tutti ed esco da quel luogo formativo. La follia riesce comunque ad ispirarmi e pertanto comincio a meditare sulle parole da scrivere da lì a poco.

Ore 20.23: sulla strada del ritorno mi chiedo se immortalare le assurdità appena vissute sia cosa buona e giusta. Alla fine assalito da infinita voglia di scrittura opto per il sì.


Ore 20.48: giunto a casa, dopo aver sbrigato altre cosette che non val la pena di citare, mi siedo ed inizio a ricordare, raccontare, scrivere...



martedì 23 marzo 2010

De rerum natura (Capitolo I) - "Monologorrea"


PREMESSA

Il sottoscritto non si riterrà responsabile delle eventuali conseguenze causate agli eventuali 2-3 malcapitati che si accingeranno a leggere le prossime righe da qui in avanti. Possibili catastrofi ed eventuali suicidi di massa non saranno rimborsabili né imputabili alla mia medesima persona in nessun modo. Si rimanda ad eventuali e ripetute sedute di analisi per i disturbi conseguiti alla lettura di questo trattato. Ogni protesta pervenuta, sia essa un commento, una mail, una cartacea missiva, un piccione viaggiatore, un segnale di fumo, un messaggio telepatico, un proiettile in busta, una saetta di Zeus, varie ed eventuali, sarà cestinata immediatamente.


Lunedì 22/03/2010

Ore 21.08: Esco la mia utilitaria dal garage per andare a prendere la mia ragazza all'uscita dal lavoro.
Ore 21.10: Parcheggio. Mi accingo a scendere dalla macchina quando vengo fermato dal consulente condominiale dei miei nonni, il quale mi esorta ad andarlo a trovare l'indomani pomeriggio per ricevere un invito in forma cartacea da recapitare ai suddetti. Tale invito si riferirebbe ad una futura riunione di cui non mi interessa né vi riguarda il motivo. Dopo un mio cenno di conferma, previo grugnito di rammarico per l'incontro in-disiato, stretta di mano e saluti finali.
Il resto della serata non serve al racconto e al prosieguo della storia.

Martedì 23/03/2010

Ore 19.00: Esco di casa, a mezzo gambe, per dirigermi verso l'ufficio del succitato consulente.Ore 19.03: Dopo percorso di metri 220 circa, lo incontro davanti al portone, impegnato in tranquilla conversazione con anonimo tizio. Pensando di poter disbrigare la mia pratica in pochi secondi, come del resto doveva essere, interrompo con garbo la discussione per chiedere il cartaceo invito. Il consulente, che d'ora in poi chiameremo col nome di fantasia Mr. I, mi chiede di pazientare qualche istante e di accomodarmi in ufficio. Siedo, mordo il labbro inferiore, esco il cellulare dalla tasca e inizio a scorrere nervosamente la rubrica, passatempo insolito ma pur sempre valido. Il tutto condito da un picchettio cadenzato della mia scarpa destra.
Ore 19.12: Mr. I ha concluso la sua discussione con l'anonimo tizio, entra in ufficio e mi chiede se ho aspettato pazientemente o impazientemente. Mio cenno di risposta con smorfia di forzata condiscendenza.
Ore 19.13 (e 12 secondi): firmo un elenco che attesta il ricevimento dell'invito, ritiro il fascicolo e mi accingo ad uscire.
Ore 19.13 (e 47 secondi): vengo fermato da Mr. I con domanda riguardante il mio looksimilnazareno:

Mr. I (sorridente): "Quest'anno devi fare qualche via Crucis o qualcosa di simile?"
Io (esaustivo): "No, è il mio normale look quotidiano"
Mr. I (compiaciuto): "Mah, secondo me non avresti bisogno di trucco per farla eventualmente".
Io (evasivo): "Già, ma ormai non viene organizzata da diversi anni".
Mr. I (insistente): "Secondo me se ti presentassi così combinato a R. (cittadina a pochi chilometri dal villaggio in cui vivo, dove si organizza da molti anni una tradizionale via Crucis drammatizzata) ti prenderebbero subito.
Io (sdrammatizzante): "Beh, non sarei interessato. Ho assistito qualche volta ma non mi è mai piaciuta. Non si recita dal vivo, bensì in playback. Pertanto non farei mai una cosa del genere.
Mr. I (incuriosito): "No, io non lo mai vista".
Io (convincente): "Non hai perso niente".


Ore 19.14: Dopo tale dialogo, parole più o meno fedeli all'originale, io mi dirigo verso la porta, mi fermo sull'uscio e porgo la mano in segno di civile saluto. Ma ecco, proprio in quel breve istante inizia il nucleo centrale di questa disquisizione: un lungo, interminabile, inafferrabile monologo tuttologico, intervallato soltanto da qualche mia espressione d'imbarazzo, qualche cenno con la testa, qualche grugnito qua e là, qualche "sì hai ragione", qualche "certo, è così", qualche "mah, chi lo sa", qualche "se" e qualche "bah", una signora che consegna una busta e lo interrompe per minuti 1,5, qualche movimento della testa verso le macchine che passavano, qualche sguardo all'invito che recavo nella sinistra, qualche stropicciamento di tale prodotto cartaceo, qualche nonricordopiù... insomma il tutto mentre venivano monologati e toccati (con maggiori o minori approfondimente) i seguenti argomenti:


religione; Dio; umanità; superstizione; credenze popolari; esistenza o meno di divinità o entità superiore; confronto tra Ebraismo e Cattolicesimo; Gesù Cristo; presunto matrimonio di Gesù Cristo; il presunto celibato di Gesù Cristo; i rabbini; matrimonio nella cultura ebraica; i tratti somatici del Cristo; l'iconografia del Cristo; tradizione orale; tradizione figurativa; fede; misteri della fede; dogmi (non nominati propriamente ma argomentati); ateismo (non nominato propriamente ma argomentato); agnosticismo (non nominato propriamente ma argomentato); miracoli; Lourdes; i Santi; suggestione; potere della mente; corpo umano; dimostrazioni scientifiche; dimostrazioni dell'indimostrabile; entropia; Scientology (non nominato propriamente ma argomentato); quantità di esseri umani sulla terra; reperti archeologici; studi sulle sacre scritture; vangeli apocrifi; Leonardo da Vinci; Leonardo architetto; Leonardo medico; Leonardo pittore; Leonardo scienziato; Leonardo e la sua famiglia; Leonardo e i rapporti sociali; la solitudine di Leonardo; studiosi di Leonardo; Leonardo inventore; Leonardo profeta; Leonardo massone; il panettiere sotto casa (di ipotetico nome Leonardo); massoneria; esoterismo; libri su argomenti massonici; Templari (non nominati propriamente ma argomentati); Santo Graal; speculazioni sul Santo Graal; apocalisse (non nominata propriamente ma argomentata); fine del mondo; morte; Margherita Hack; il 2012; i maya; relativismo (non nominato propriamente ma argomentato); relativismo etico (non nominato propriamente ma argomentato); relativismo gnoseologico (non nominato propriamente ma argomentato); speculazione libraria; speculazione cinematografica; extraterrestri; Area 51; preistoria; zoologia; dinosauri; draghi; balene; mostri marini; calamari giganti; piovre; gli abissi; paleontologia; archeologia; Tsunami; Maldive; terremoti, preistoria delle Maldive; Obama; il presidente degli Stati Uniti 30000 anni fa; bunker; catastrofi; catastrofismo, distruzione del pianeta; preservazione delle specie viventi; specie in via d'estinzione; eventuali superstiti; impossibilità di annientamento dell'umanità; ripopolazione del mondo; ritorno allo stato di natura (non nominato propriamente ma argomentato); dèi; uomini primitivi; 2000-2500 anni fa; panteismo; trasmissioni televisive; gli atomi; scissione molecolare; il dito indice; le cellule; la morte e riproduzione delle cellule; la riproduzione; lo spazio; i solidi; il movimento; fantascienza; vita alternativa su altre galassie; Berlusconi; rifugi antiatomici; energia nucleare; astronomia; astrofisica; astrologia...


...ed altre castronerie che probabilmente non ricordo o che ricordo solo in parte. Il tutto, dunque, in poco più di mezzora. Il monologo spaziava da un argomento all'altro senza il minimo collegamento, nesso logico e, qualche volta (ahimè), senza congiunzioni.

Ore 19.48: Prima stretta di mano, dopo la quale Mr. I dice che è sempre disposto a parlare di tutto, che ama chiaccherare di simili argomenti e che quando ho voglia di parlarne lui è sempre lì. Io, quasi sbigottito per il prossimo allontanamento, balbetto qualche "", qualche "beh", qualche "ma", qualche "certo", qualche "chissà", qualche "vedremo", qualche "c'èchisenefottedituttoquestoevivemeglio"... quando vengo prontamente interrotto e qui riprende un nuovo monologo, strettamente legato al primo, anzi riassuntivo di tutti i precedenti argomenti, per la durata di minuti tre.

Ore 19.51: seconda e improvvisa e, soprattutto, definitiva stretta di mano con successive scuse per l'eventuale tempo perduto ad ascoltare e l'ipotetica noia prodotta dalle precedenti parole. Grugniti, smorfie, sguardo inebetito e attonito... e porta chiusa.

Ore 19.51 (e 57 secondi): mi ritrovo per qualche istante ancora dietro la porta chiusa, finché i miei arti si rendono conto dell'improvvisa e insperata libertà di movimento e decidono di dare impulso alla partenza.

Ore 19.52: cammino, in stato catatonico, verso la seconda (ma più breve) avventura di questa mite serata primaverile.


Al prossimo capitolo.

lunedì 22 marzo 2010

A volte ritorno...

Una telefonata. Improvvisa, inaspettata, telefonata. In un momento un po' così, un po' per salute sempre calante, un po' per umore sempre cadente. E poi inizia il tour de force, una maratona lunga due settimane. Due giorni di prove e di nuovo in scena, sì. Di nuovo. Non accadeva da oltre un anno, da quell'addio voluto e dovuto per non svendere la mia arte. Un'astinenza ai limiti dell'insopportabile. Mi sentivo quasi un neofita, ma ho superato, brillantemente, la prova. Di nuovo in scena, per sette volte. Sette volte in 5 giorni, non consecutivi. Due week-end faticosi ma gratificanti. Un'overdose. Tanta stanchezza il day after, ma anche nostalgia. Quando ricapiterà? Quando diventerà qualcosa di definitivo? Quando smetterò di essere un freelance a tempo vuoto? Quanta emozione nel sentire un'altra volta le tavole sotto piedi. E poi l'odore polveroso del sipario, l'adrenalina dietro le quinte, le sbirciate attraverso gli spazi tra le scene, gli applausi e le risate, gli sguardi addosso e il calore dei riflettori. Sette volte. La mia ex compagnia mi portò in scena dieci volte in due anni e mezzo. Solo dieci. Adesso sette volte in cinque giorni e comunque nell'arco di due settimane. Bella differenza. E bella differenza di pubblico tra la città e la provincia. Tutta un'altra storia, che aspetto di ripetere al più presto. Magari per più di sette volte. E magari per oltre due settimane.

giovedì 3 dicembre 2009

Hai mai letto Kundera?

Conosco da tempo Stefano Bollani (Foto tratta dal Facebook ufficiale), grandissimo compositore e pianista jazz italiano, tra i migliori al mondo. Mi piace ascoltarlo ogni tanto, come si può denotare dal mio profilo last.fm. Ciò che però non conoscevo di lui è la sua estrema simpatia. Ho scoperto che è solito infarcire i suoi concerti con intermezzi comici, caratterizzati da freddure, brevi barzellette, ma soprattutto imitazioni di celebri cantautori italiani. Un saggio della sua verve lo ha dato recentemente al Chiambretti Night, dove è stato ospite insieme all'amica/collega Irene Grandi. Qui, stimolato da Pierino "la peste", ha dato il meglio di se, dalle straordinarie doti d'improvvisazione fino alla velata ma continua presa in giro a Giovanni Allevi (concludeva ogni pezzo musicale con il celebre riff tratto da "Come sei veramente" del compositore ascolano... come potete notare nel video).


Tra i diversi siparietti da cabaret la cosa che ho apprezzato maggiormente è stata senza dubbio l'imitazione di Franco Battiato. Da Chiambretti ha appena accennato l'inizio di un brano, ma poi, cercando su YouTube, ho scoperto che questa performance esilarante era già cliccatissima sul web. Il brano (apocrifo...) si intitola "Hai mai letto Kundera". C'è anche un sottotitolo, "Le coltri della storia", che in realtà era la prima idea di titolo, poi scartata perché probabilmente poco digeribile sul mercato. Ascoltatelo. Scoprirete che Bollani è un genio anche in questo improbabile campo. Il brano è un sunto di tutti i caratteristici intellettualismi del cantautore ripostese, ovviamente qui riproposti in versione caricaturale. Eccovelo, corredato di testo, tratto da una trasmissione di Renzo Arbore di qualche anno fa.


Hai mai letto Kundera?
(Le coltri della storia)

Interstizi siderali si confondono
nei meandri della mente di un naïf.
E tu hai mai letto Kundera?

Le meccaniche celesti ci obbligarono
a un confronto con la dinastia dei Ming.
E tu hai mai letto Kundera?
Hai mai letto Kundera?
Forever again Kundera!

Avvolti nelle coltri della storia,
afflitti da generici bon ton.
Uomini di marmo.
E voi avete letto Kundera?
Non trascurate Kundera!


(Parte intensa riassunta)

Il libro della vita,
Il Tibet come meta,
Le piaghe dell’Egitto,

Ci coinvolsero…


Pavoni di grandezza inusitata
si stagliano nel cielo di Bangkok.
E' la fine del mondo.
E voi avete letto Kundera?
Forever again Kundera!

Kukkurukuku Kundera!



Fantastico! Nel salutarvi vi propongo un altro video, tratto da un concerto, in cui esegue il brano in versione più breve, ma pur sempre esilarante.

domenica 29 novembre 2009

Stanotte


Mezzanotte. Pillole. Chissà. Funzionano? Boh. Mi lavo. Pigiama. Grigio. Adatto. Ore 1.00. A letto. Piumone. Calduccio. Vhs. Cassavetes. Assassinio. Allibratore. Cinese. Interessante. Un momento. Sonno. Aspetta. Ore 1.30. Mi alzo. In cucina. Videoregistratore. Timer. Fuori orario. Profezia. A letto. Di nuovo. Cassavetes. Ancora. Anzi. Quasi quasi. Sonno. Sì. Seguo. Stacco. Spengo. Dormo. Sogni. Stranezze. Fantasmi. Passato. A scuola. Di nuovo. Compagni. Compagne. Ex. Mah. D'improvviso. Scientology. Conversioni. Convertiti. Lei. No. Impossibile. Incubo. Risveglio. Ore 7.30. Presto. Cazzo. E' domenica. Ancora. Sforzo. Non dormo. Caldo. Soffocante. Asfissia. Sforzo. Dormo. Di nuovo. Incubi. Ancora. Scientology. Ancora. Ecchecazzo. Perché? Insonnia. Tremenda. Sveglia. Staccata nel sonno. Ore. E. Ore. Risveglio. Mezzogiorno. Cazzo. Telefonata. Mi dispiace. Rimproveri. Proteste. Litigio. Vaffanculo. Mi alzo. Letto sfatto. Anzi. No. Distrutto. Boh.

lunedì 2 novembre 2009

L'ultima sigaretta



Ho conosciuto Gerico,
ho avuto anch'io la mia Palestina,
le mura del manicomio
erano le mura di Gerico
e una pozza di acqua infettata
ci ha battezzati tutti.
Lì dentro eravamo ebrei
e i Farisei erano in alto
e c'era anche il Messia
confuso dentro la folla:
un pazzo che urlava al Cielo
tutto il suo amore in Dio.

Noi tutti, branco di asceti
eravamo come gli uccelli
e ogni tanto una rete
oscura ci imprigionava
ma andavamo verso la messe,
la messe di nostro Signore
e Cristo il Salvatore.

Fummo lavati e sepolti,
odoravamo di incenso.
E dopo, quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno.

Ma un giorno da dentro l'avello
anch'io mi sono ridestata
e anch'io come Gesù
ho avuto la mia resurrezione,
ma non sono salita ai cieli
sono discesa all'inferno
da dove riguardo stupita
le mura di Gerico antica.


Da "La Terra Santa", 1984





martedì 27 ottobre 2009

Evento



U2
Live from the Rose Bowl - Pasadena (L.A.)

sabato 3 ottobre 2009

Cu jè

Periodo di dubbi, riflessioni, amare incertezze. Tutto ruota intorno al nulla. Tutto è niente. Ultimamente ascolto con intensità i Taberna Mylaensis, gruppo conterraneo dal sapore spesso malinconico. In particolare mi soffermo su Cu jè, brano pieno di interrogativi sulla vita, sul mondo, che rispecchia in parte in miei pensieri, in questo particolare momento. Il testo è introvabile. Ho notato che alcuni online lo cercano da tempo, perciò, armato di buona pazienza, ho scelto di farne dono alla comunità del web. Dopo un ascolto certosino (play - stop - rewind - play - stop - rewind - play - stop - rewind...) e un'accurata revisione filologica (il dialetto siciliano è talmente vario che recuperare le esatte varianti dei termini può diventare impresa ardua) sono riuscito ad ottenere un discreto risultato, spero il più fedele possibile al testo ufficiale. Manca l'imprimatur di Luciano Maio, leader storico dei Taberna, ma potrete appurare "con le vostre orecchie" la fedeltà della mia trascrizione. A voi...



Cu jè
(Taberna Mylaensis)

Cu jè
chi porta 'u ciumi a scinniri
pi vaddi e munti e poi finiri 'ntra lu mari
cu jè
chi fa chioviri acqua du cielu,
la terra bagnari, l'erba ciuriri
cu jè, cu jè
chi fa viniri 'u 'nvernu
cu' lu friddu e nivi e poi finiri

Cu jè
chi porta l'omu a essiri curiusu
e poi 'n ghiornu vulari supra 'a luna
cu jè
chi duna vita, nasciri, crisciri,
nvicchiari e poi muriri
cu jè, cu jè
chi spingi l'omu a prigari i santi
e Diu, Cristu e la Madonna

Cu jè, cu jè, cu jè, cu jè
chi lu munnu fa girari
Cu jè, cu jè, cu jè, cu jè
chi lu suli, 'u suli fa bruciari
Cu jè, cu jè, cu jè, cu jè
chi li stiddi fa stiddari
cu jè

Cu jè
chi porta ddu pisci mentri l'acqua forti scurri
jttari l'ova a milli a milli
cu jè
dd'aceddu chi vulannu cu timpesta e timpurali
nchiana e scinni ammenzu 'o mari
cu jè, cu jè
chi spingi l'animali a cantari
la sira e la matina quannu 'u suli spunta

Cu jè, cu jè, cu jè, cu jè
chi la terra fa trimari
Cu jè, cu jè, cu jè, cu jè
chi la luna 'n cielu fa passiari
Cu jè, cu jè, cu jè, cu jè
chi lu ventu fa sciusciari
cu jè

Cu jè dda stidda chi cumpari jornu
chidda chi ni guverna tuttu l'annu
cu jè chi sapi quannu 'a luna è chinta
cala lu suli e idda, idda spunta
cu jè, cu jè
ddu Diu ca fici 'u munnu tali
senza sapiri se fici beni o mali

Cu jè, cu jè, cu jè, cu jè
chi lu munnu fa girari
Cu jè, cu jè, cu jè, cu jè
chi lu suli, 'u suli fa bruciari
Cu jè, cu jè, cu jè, cu jè
chi li stiddi fa stiddari
cu jè


TRADUZIONE:


Chi è
(Taberna Mylaensis)

Chi è
che porta il fiume a scendere
per valli e monti e poi finire nel mare
chi è
che fa piovere acqua dal cielo,
la terra bagnare, l'erba fiorire
chi è, chi è
che fa venire l'inverno
col freddo e la neve e poi finire

Chi è
che spinge l'uomo a essere curioso
e poi un giorno volare sulla luna
chi è
che dà la vita, il nascere, il crescere,
l'invecchiare e poi il morire
chi è, chi è
che spinge l'uomo a pregare i santi
e Dio, Cristo e la Madonna

Chi è, chi è, chi è, chi è
che il mondo fa girare
Chi è, chi è, chi è, chi è
che il sole, il sole fa bruciare
Chi è, chi è, chi è, chi è
che le stelle fa "stellare"
chi è

Chi è
che porta quel pesce mentre l'acqua forte scorre
a deporre le uova a mille a mille
chi è
quell'uccello che volando con la tempesta e il temporale
sale e scende in mezzo al mare
chi è, chi è
che spinge gli animali a cantare
la sera e la mattina quando il sole spunta

Chi è, chi è, chi è, chi è
che la terra fa tremare
Chi è, chi è, chi è, chi è
che la luna in cielo fa passeggiare
Chi è, chi è, chi è, chi è
che il vento fa soffiare
chi è

Chi è quella stella che appare il giorno
quella che ci nutre tutto l'anno
chi è che sa quando la luna è piena
cala il sole e lei, lei spunta
chi è, chi è
quel Dio che fece il mondo tale
senza sapere se fece bene o male

Chi è, chi è, chi è, chi è
che il mondo fa girare
Chi è, chi è, chi è, chi è
che il sole, il sole fa bruciare
Chi è, chi è, chi è, chi è
che le stelle fa "stellare"
chi è